Mobilità e sostenibilitàViabilità, mezzi, collegamenti e arterie stradali
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Viabilità, mezzi, collegamenti e arterie stradali

Forse avrete notato un cambiamento nel linguaggio usato per descrivere il movimento delle persone.
A seconda dell’età, del luogo in cui si vive e del settore in cui si lavora, la mobilità può far pensare a un mezzo di trasporto tradizionale o a un servizio prenotabile tramite lo smartphone.

La parola mobilità corrisponde alla possibilità di spostamento nello spazio, a differenza della parola trasporto che descrive, letteralmente, l’atto di spostare qualcosa o qualcuno mediante mezzi a ciò destinati.

La differenza è sottile, ma segna un passaggio epocale: quello dalla proprietà personale dei veicoli all’uso di “soluzioni di mobilità” come servizi.

Non stiamo parlando di un termine nuovo, ma la maturazione della rivoluzione digitale e il diffondersi dell’utilizzo della tecnologia, favoriscono l’uso di questo termine che meglio riflette il modo in cui ci si muove oggi, denotando “l’accesso a” anziché “la proprietà di”.

La nuova mobilità non è più fantascienza

L’idea di trasporto che abbiamo in testa ora, solo una decina di anni fa, sarebbe sembrata la scena di un film di fantascienza: un sistema di trasporto integrato che fonde il trasporto personale e pubblico, autonomo e senza emissioni.
Il progresso tecnologico-culturale ci permette oggi di condividere auto, biciclette, scooter e di “possederli” solo quando ne abbiamo bisogno, mentre nei tempi di inutilizzo da parte nostra ci sarà qualcun altro, potenzialmente, ad usufruirne.

Tutto ciò può ridurre drasticamente:

  • L’impatto ambientale
  • I costi di trasporto
  • La richiesta di parcheggi
  • La pressione sui sistemi di trasporto pubblico urbano

Se tanti passi avanti sono già stati fatti, il futuro appare ancora più ricco di innovazioni che stravolgeranno in modo definitivo il concetto di mobilità. L’impatto non si registrerà solo sulle abitudini delle singole persone, sarà infatti necessario ripensare completamente la nostra idea di città.

Grazie all’utilizzo dei dati, i software di gestione della mobilità, ci suggeriranno quando dobbiamo partire, a che ora e come arrivare a destinazione. In base alle nostre preferenze personali potranno consigliarci la combinazione ottimale di trasporti personali, condivisi e pubblici, evitando intralci, incidenti, necessità di parcheggio e stress.

Ripensare la città

Le nostre infrastrutture urbane ed extraurbane dovranno adattarsi gradualmente a questo nuovo modello con il potenziamento delle strutture di ricarica, una riprogettazione delle aree di parcheggio e delle reti di collegamento stradale.

Per sostenere la rivoluzione dell’intero sistema di trasporto, le infrastrutture cittadine dovranno essere migliorate e sviluppate di conseguenza.
Le strategie future non possono essere suddivise (come è stato fatto finora) in trasporto pubblico, trasporto personale, trasporto aereo, trasporto ferroviario e trasporto su strada.
Devono tenere conto e integrare ogni aspetto del viaggio.

L’impatto sulle infrastrutture pubbliche va comunque oltre la costruzione di strade e reti di trasporto.
Ad esempio, il 59% della superficie di Los Angeles è dedicato a strade e parcheggi. In futuro tutte queste aree potranno essere “liberate” e sostituite da nuovi spazi.

Il cambiamento in Italia

Per misurare quanto questo cambiamento sia reale anche in Italia è necessario considerare alcuni dati.
Il car sharing nel nostro paese è un fenomeno in crescita.

Nel 2019 sono cresciute le flotte rispetto all’ anno precedente del 3% in modalità free-floating (7.009 veicoli) e del 7% in station based (1.255).
Le iscrizioni ai servizi sono cresciute del 28,7%.
Il parco auto elettrico si sta incrementando, sono 244.944 auto elettriche in circolazione (gennaio 2022).

Anche a livello infrastrutturale si registrano passi avanti, l’installazione di punti di ricarica per le auto elettriche, al 31 marzo 2022, ha raggiunto quota 27.857 unità.

Per rispondere con efficacia alle nuove esigenze che la rivoluzione dei trasporti genera e continuerà a generare, anche le aziende dovranno adeguare i propri modelli di business. Gianluca Barabino, Amministratore Delegato di Ecoprogram Flotte, gruppo leader nel settore mobilità: “L’impatto delle tecnologie sulle nostre città avrà ricadute estremamente positive, ma è necessario prepararsi al futuro. Per farlo dobbiamo superare i vecchi schemi e in ogni scelta dovrà essere fatta nell’ottica di una mobilità a “tre zeri”: zero emissioni, zero incidenti e zero proprietà”.

Per noi il domani è Adesso.

Gianluca Barabino AD Ecoprogram Group